Bambini e Giovani… in sicurezza

Sabato 16 febbraio 2019 si è svolto a Roma un importante convegno “Bambini e Giovani… in sicurezza” il primo probabilmente così rappresentativo di tante professionalità ed autorità, promosso dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) di Roma e Lazio presso la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia in collaborazione con la Società italiana di pediatria Preventiva e Sociale sezione Laziale, la Società Italiana di Pediatria del Lazio, l’Università Cattolica del sacro Cuore di Roma, la prefettura di Roma ed i Carabinieri. Erano presenti in aula anche gli alunni di due prestigiosi licei della capitale con i rispettivi docenti.

L’aspetto più innovativo è stato quello di riunire intorno ad un unico tavolo i principali interlocutori per la sicurezza dei bambini e dei giovani, dove per sicurezza si intende prevenzione a 360° per tutto ciò che oggi è prevenibile per ridurre ed azzerare tutte quelle situazioni che, al di là della malattia fisica vera e propria, possono mettere in grave pericolo la vita dei più giovani.

Parliamo delle morti su strada, delle follie del sabato sera dove troppi giovani perdono la vita assumendo droghe o infilandosi in situazioni di non ritorno.

Se vogliamo che le cose cambino veramente dobbiamo fare prevenzione, con l’educazione e la promozione della salute intesa non solo come tutela dalla malattia, ma come benessere psicofisico dell’individuo.

È ormai chiaro per tutti, Forze dell’Ordine incluse, che accanto all’aspetto sanzionatorio e punitivo necessario, è molto importante sensibilizzare e promuove una cultura che educhi il giovane e la sua famiglia a comportamenti e stili di vita sani.

In questa funzione il pediatra di famiglia è centrale, per la capillarità della sua presenza sul territorio e per il suo ruolo professionale che ha nella prevenzione infantile un caposaldo imprescindibile della sua formazione.

È da diverso tempo che molti di noi hanno compreso come la dimensione del pediatra di famiglia non può essere più soltanto clinica, rivolta cioè sola alla cura della patologia acuta, ma deve entrare nella dimensione sociale del bambino e della sua famiglia ed interagire con le istituzioni.

Il convegno è stato il primo passo in questa nuova direzione.

Il bambino e la sua famiglia sono stati posti al centro e le diverse professionalità mediche e non mediche hanno dialogato e promosso un lavoro integrato volto alla prevenzione e cooperazione, cambiando e correggendo i comportamenti sbagliati, facendo educazione sanitaria e civica, mettendo insieme le competenze di tutti.

Molti i temi affrontati, la sicurezza stradale: dalla guida sicura, all’uso dei seggiolini in auto ed ai dispositivi anti abbandono dei più piccoli in auto; le dipendenze: alcool, droghe, fumo; il sostegno alla genitorialità e l’importanza di ridare autorevolezza alla famiglia come sostegno imprescindibile del giovane e nucleo fondante della società.

Tante le autorità presenti il prefetto di Roma Roberto Sgalla, la professoressa Anna Maria Giannini ordinario di Medicina e Psicologia “Sapienza”, la dott. Angela Maria Emanuele, Dirigente Superiore Medico Polizia di Stato e molte altre.

Vedere tante autorità intervenire numerose ci ha fatto capire come questo momento di incontro e dialogo che abbiamo promosso con tanta convinzione ed entusiasmo sia la strada giusta per dare risposte concrete ai bisogni di salute dei nostri assistiti e delle famiglie, elaborando nuovi modelli integrati di assistenza territoriale.

A cura di:

Valentina Grimaldi

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