Come educare i bambini al gusto

L’educazione dei bambini al gusto si ottiene scegliendo adeguate quantità di alimenti, appartenenti a tutti i gruppi alimentari: cereali e tuberi, ortaggi e frutta, carne, pesce,uova e legumi, latte e derivati grassi da condimento, alternandoli nei vari pasti della giornata così da educare bambini (e adulti) ad accettare una eterogenea gamma di alimenti.

Sappiamo infatti che i bambini hanno la tendenza a limitare le loro scelte alimentari a  sapori e sensazioni particolari per le quali sperimentano una forte attrazione: dolce, salato, croccante, grasso e manifestano un netto rifiuto verso verdure frutta e pesce. Saranno le errate abitudini alimentari e la ridotta attività fisica a favorire, durante l’infanzia, la pubertà e l’adolescenza, lo sviluppo di condizioni di sovrappeso prima e di obesità dopo.

Le percezioni sensoriali. Cosa sono?

Il gusto, comunemente usato come sinonimo di sapore, è in realtà l’insieme delle sensazioni visive, olfattive, acustiche, tattili e gustative che l’alimento ci offre.
Educare al gusto significa, quindi, insegnare al bambino ad utilizzare i 5 sensi per la definizione personale delle caratteristiche di un alimento affinando e ottimizzando le sue capacità sensoriali così da insegnare a gustare alimenti poco consumati perché sostituiti da prodotti di più facile consumo e verso i quali il mercato rivolge maggiore interesse.
L’affinamento delle percezioni sensoriali deve determinare una risposta piacevole agli stimoli rappresentati dalle caratteristiche degli alimenti così da imparare a mangiare volentieri ciò che fa bene.
Vista udito olfatto tatto e gusto possono valorizzare alimenti di alta qualità nutrizionale e risvegliare il gusto addormentato.
E’ attraverso gli occhi, in grado di apprezzare tra le 100 e le 200 tonalità diverse di colore, che riceviamo informazioni sulla salubrità, sul sapore e sulla consistenza di un alimento tali da evocare risposte piacevoli.
L’udito ci permette di distinguere la croccantezza e quindi la consistenza dei frutti e degli ortaggi.
L’olfatto ci permette di differenziare 10.000 odori diversi.
I recettori situati sulla lingua ci consentono di distinguere il gusto della sicurezza, fonte di zuccheri e quindi di energia (dolce) ci mettono in guardia dai cibi tossici (amaro) o avariati (acido) ci permettono di riconoscere la presenza di minerali ( salato) o proteine (umami).

Ma è attraverso le sensazioni tattili che il cibo ci offre una miriade di caratteristiche:

durezza: mandorle, noci
morbidità: ricotta
friabilità: cialda
deformabilità: pasta di mandorle
elasticità: caramelle gelatinose
masticabilità: meringhe  cioccolata
grado di umidità: cracker,mozzarella di bufala
adesività al palato: burro, nutella
viscosità: miele
polverosità: farina, zucchero a velo
grumosità: formaggio jocca

Educazione al gusto … sin dalla pancia

L’esposizione intrauterina e successivamente con l’allattamento materno e lo svezzamento ad un’ampia varietà di gusti è il modo per educare il gusto dei bambini verso cibi sani. Poiché il comportamento alimentare acquisito nella prima infanzia viene mantenuto da adulti, l’educazione del gusto da bambini può migliorare la qualità di vita dei futuri adulti. Sin dalla 32° settimana di gestazione, infatti, il feto interagisce con i cambiamenti di sapore del liquido amniotico. In  questo modo l’ambiente intrauterino avrà un’influenza sulle future preferenze alimentari.

Successivamente il sapore del latte materno modificato dagli alimenti ingeriti rappresenta una ricca fonte di esperienze chimico sensoriali per il neonato che accetterà più facilmente sapori diversi. L’introduzione dei nuovi cibi a 6 mesi fornendo un’ampia varietà di sapori e odori faciliterà l’accettazione di nuovi cibi. Sarà importante scegliere la combinazione ottimale di forma colore gusto e consistenza dei cibi offerti.

10 regole d’oro

  1. Avere un’ alimentazione variata già in gravidanza
  2. Nutrire il bambino con latte materno
  3. Offrire porzioni piccole: se vogliono di più possono riprenderlo
  4. Coinvolgere il bambino nella preparazione dei pasti e permettergli di sparecchiare
  5. Coinvolgerlo anche nella spesa e quando possibile permettergli di far crescere dei piccoli ortaggi nei vasi o nel giardino
  6. Curare la presentazione dei cibi
  7. Insegnare con l’esempio le buone abitudini alimentari
  8. Essere coerenti con le indicazioni date
  9. Accettare la libertà del bambino di rifiutare un alimento
  10. Riproporre l’alimento senza insistenza, in modo non invasivo,  numerose volte: la fiducia si sviluppa in modo progressivo

A cura di:

Fabio Massimo Carpita

Medico Pediatra FIMP Roma e Provincia

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