Bambini: l’importanza dell’attività fisica

Attività fisica: quando e come

Già dai primi mesi è importante che il bambino inizi a muoversi, le attività sul tappetone vanno benissimo, successivamente con il gattonamento prima e la deambulazione poi sarà libero di esplorare l’ambiente circostante, che naturalmente dovrà favorire un’attività motoria sicura. I bambini devono interagire con i genitori e/o con le persone dedicate alla loro cura; non dovrebbero essere  lasciati per periodi di tempo prolungati in luoghi che limitano il movimento. Dopo il primo anno di vita l’attività fisica dovrà essere finalizzata all’apprendimento degli schemi motori di base per gli arti inferiori (camminare, correre, saltare), per quelli superiori (afferrare e  lanciare una palla), per il tronco (strisciare, arrampicarsi, rotolare). Solo dopo il 6° anno l’attività fisica potrà essere finalizzata al miglioramento dell’efficienza fisica e quindi sarà possibile iniziare uno sport vero e proprio.

Lo sport ideale non esiste, vanno bene tutti gli sport purchè il bambino si diverta, naturalmente il nuoto è importante ai fini della sicurezza in acqua, ma si possono praticare anche altri sport individuali come scherma, atletica, ginnastica artistica, arti marziali, tennis oppure sport di squadra come la pallavolo, il basket, il calcio, il rugby.
Quando possibile va favorito il gioco all’aperto in spazi attrezzati e sicuri. I genitori devono essere consapevoli dell’importanza dell’attività fisica e incoraggiare e facilitare le attività motorie dei propri figli, è fondamentale che essi stessi diano l’esempio; in età prescolare i bambini dovrebbero accumulare da un minimo di 60 minuti fino  a diverse ore al giorno di attività fisica spontanea e strutturata; a parte i periodi di sonno non dovrebbero essere sedentari per più di 60 minuti per volta.

E’ importante dunque limitare al minimo l’uso di passeggini, non disporre  TV e computer nella cameretta del bambino, evitare l’uso della TV e dei video giochi nei bambini <2 anni e limitarne l’uso nelle età successive a 1- 2 ore complessive al giorno, pianificare la visione dei programmi televisivi: accendere quando inizia il programma e spegnere quando è terminato, spegnere la TV durante i pasti o quando il bambino è impegnato in altre attività, trovare insieme al bambino alternative piacevoli alla TV e ai videogiochi: giochi in casa e all’aperto, trascorrere il tempo con familiari amici e vicini.

La piramide dell’attività fisica è un esempio di come organizzare la settimana.

 

Layout 1

Perchè

L’attività fisica insieme all’allattamento al seno per 6-12 mesi e ad un’alimentazione corretta e bilanciata rappresenta un fattore protettivo nei confronti dell’obesità e delle patologie ad essa correlate: diabete, ipertensione, dislipidemia e  malattia coronarica. In età prepuberale e puberale l’attività fisica, inoltre, aumenta la forza muscolare e la resistenza alla fatica, migliora i sintomi legati alla depressione, migliora l’umore, la cenestesi,  l’autostima, la socializzazione con i coetanei, riduce  il consumo dei fuori pasto ed aumenta la massa magra responsabile del nostro metabolismo: più massa magra abbiamo più bruciamo calorie.

Attività fisica ed alimentazione

Una corretta alimentazione è sufficiente per le attività sportive del bambino, che non necessita di nessun tipo di integrazione né dietetica (mio figlio fa sport deve mangiare di più) né farmacologica (integratori prima farmaci dopanti dopo).

N.B.

Spesso lo “spuntino” successivo all’ora di sport corrisponde ad un numero di calorie superiore a quelle spese,  vanificando quindi i benefici dell’attività svolta.

A cura di:

Fabio Massimo Carpita Medico Pediatra FIMP

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