Gli effetti indiretti della pandemia sui bambini e adolescenti

Gli effetti indiretti della pandemia sui bambini e adolescenti. L’11 marzo 2020, l’OMS, dopo aver valutato i livelli di gravità e la diffusione globale dell’infezione da SARS-CoV-2, ha dichiarato che l’epidemia di COVID-19 può essere considerata una pandemia.

Purtroppo è trascorso più di un anno e gli effetti della pandemia e del lockdown sono sempre più evidenti e purtroppo molto importanti. L’ultimo rapporto Istat del marzo 2021 ha registrato nel 2020 un milione di persone in più in povertà assoluta. L’aumento più forte al Nord.

La DAD (la didattica a distanza) in molte realtà ha acuito le diseguaglianze sociali: ha sfavorito le famiglie che per motivi socio-economici partivano svantaggiate per una maggiore difficoltà nell’accesso e nell’utilizzo di strumenti digitali e spesso per mancanza di ambienti appropriati dove poterla effettuare.

Si sta verificando un aumento della dispersione scolastica.

I bambini con BES (bisogni educativi speciali) e con difficoltà scolastica hanno risentito, nel passato, particolarmente della DAD.

Gli effetti si sono fatti sentire anche sulla salute fisica.

La sedentarietà e l’abuso di tecnologia per molti adolescenti hanno favorito abitudini alimentari scorrette con aumento talora notevole del peso.

Anche le vaccinazioni in molti casi hanno subito un ritardo.

Soprattutto in età adolescenziale vi è stato un calo nell’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate.

Gli effetti indiretti della pandemia sui bambini e adolescenti si sono fatti sentire in particolare sulla sfera emotiva e comportamentale dei bambini e degli adolescenti.

Vi è stato un aumento di disturbi del sonno, dei disturbi d’ansia e tra gli adolescenti isolamento sociale, tristezza e depressione.

Segnalo un’indagine fatta dall’IRCCS Gaslini di Genova sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia.

Si tratta di un questionario raccolto a quindici giorni di distanza dall’inizio del lockdown, tra il 24 marzo e il 3 aprile 2020.

A questo questionario hanno aderito 6800 soggetti da tutta Italia (in particolare dalle regioni del Nord e alta Toscana), di cui quasi la metà, 3245, con figli minorenni a carico.

I risultati hanno evidenziato, già un anno fa, che la situazione d’isolamento, ha determinato una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica ma anche su quella emozionale – psichica, sia dei genitori che dei figli.

Lo studio del Gaslini mostra come il livello di gravità dei comportamenti disfunzionali dei bambini e dei ragazzi correlava in maniera statisticamente significativa con il grado di malessere dei genitori.

All’aumentare di sintomi e comportamenti suggestivi di stress conseguenti al Covid dei genitori (disturbi d’ansia, consumo di farmaci ansiolitici) i dati hanno mostrato un aumento dei disturbi comportamentali e della sfera emotiva nei bambini e negli adolescenti.

Questo significa che per diminuire lo stato di ansia e i sintomi psicosomatici dei bambini è molto importante come si mostrano i genitori.

Inoltre è dimostrato che per aumentare la capacità del bambino a superare le difficoltà è molto importante mantenere la routine in famiglia.

Mantenere la routine significa che anche se il bambino/adolescente non va a scuola, la mattina si alza presto, si lava e fa colazione, vi è l’ora per il pranzo e per i giochi insieme, l’ora della cena e di andare a dormire.

È anche utile il coinvolgimento del bambino nelle mansioni domestiche come apparecchiare la tavola, aiuto per i fratelli più piccoli.

Questo fa sentire il bambino importante e utile per la famiglia.

Tenere impegnati e motivati i nostri figli, sarà di aiuto per ridurre l’ansia e lo stress che sta sempre di più portando questa pandemia che perdura da troppo tempo.

Una delle cose più importanti è che, i genitori per primi, devono contenere l’ansia e le paure davanti ai loro figli e mostrarsi sereni e rassicuranti.

La regolazione emotiva del bambino dipende dal rapporto con il caregiver, cioè con chi si prende cura di lui: fondamentale è un attaccamento ”sicuro”, significa far sentire al bambino che può esprimere paure e dubbi perché ha accanto una base sicura.

A cura di:

Serenella Castronuovo

Condividi Questo post su