I bambini e i disordini funzionali gastrointestinali

I bambini e i disordini funzionali gastrointestinali. Quanti di noi, quando dobbiamo affrontare un esame o un colloquio di lavoro, o per un appuntamento importante improvvisamente accusiamo dolore di pancia e spesso anche diarrea?

Quante volte la mattina prima di un esame abbiamo sofferto di nausea e vomito?

I disordini funzionali gastrointestinali sono definiti come una combinazione di diversi quadri clinici, caratterizzati da sintomi gastrointestinali, cronici o ricorrenti non dovuti a patologia organica e possono colpire sia i bambini che gli adulti.

Sono coinvolti fattori genetici, ambientali e psicologici capaci di amplificare la percezione dei sintomi e provocare un’importante ripercussione sulle attività di vita quotidiana.

Sintomi gastrointestinali quali la stitichezza, il rigurgito, le coliche sono presenti in circa il 50% dei bambini.

Se i diversi tentativi terapeutici danno scarsi risultati e vi è assenza di segni e i sintomi d’allarme, si tratta di “disordini funzionali gastrointestinali”.

Nonostante i recenti progressi sui meccanismi alla base di questi disordini, l’eziologia non è stata ancora completamente chiarita e spesso gli esami che vengono fatti per escludere cause organiche non portano alla diagnosi definitiva.

La causa è sicuramente multifattoriale.

Che sia presente una componente genetica è dimostrato dal fatto che spesso vi è una familiarità, vale a dire che ne soffre sia il genitore che il bambino.

Nei bambini affetti da dolore addominale ricorrente (DAR) e sindrome del colon irritabile è stata dimostrata la presenza di un’ipersensibilità viscerale, cioè questi bambini hanno una più bassa soglia di percezione del dolore (iperalgesia viscerale) o un’aumentata sensibilità in presenza di una normale funzione intestinale.

Anche i fattori ambientali hanno un ruolo importante.

L’intestino umano è “abitato” da miliardi di batteri, organizzati in centinaia di specie, che compongono un’intricata rete di microrganismi, partecipando così alla formazione di un complesso ecosistema per cui è importante l’equilibrio di questo complesso sistema.

Un disordine funzionale gastrointestinale può essere scatenato quando vi è un’alterazione di questo ecosistema come una gastroenterite acuta o terapie antibiotiche per lunghi periodi che possono provocare un’alterazione dei batteri saprofiti che vivono nell’intestino.

Un altro fattore molto importante è lo stress:

le forti emozioni, gli stati ansiosi, possono esacerbare l’intensità dei sintomi gastrointestinali, causando, per esempio, un’alterata motilità a livello dell’esofago, stomaco, piccolo intestino e colon.

Nei bambini affetti da sindrome del colon irritabile è stata rilevata in misura maggiore ansia, depressione e disturbi da somatizzazione rispetto a soggetti non affetti.

Quindi oggi è stato proposto il concetto di modello biopsicosociale cioè del legame esistente tra sintomi gastrointestinali e assetto emotivo.

L’interazione tra fattori psicosociali e alterazioni dell’asse encefalo-intestino determina la comparsa di sintomi funzionali gastrointestinali.

Diverse ricerche hanno esaminato di come i diversi tipi di parto, le procedure dolorose precoci o il ricovero in terapia intensiva neonatale influenzano, nel bambino, il successivo sviluppo di dolore addominale cronico.

È ormai chiaro che l’asse cervello-intestino costituisce un percorso omeostatico bidirezionale, che coinvolge numerosi sistemi come il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso dell’intestino (che si trova all’interno della parete del tratto gastrointestinale).

Questo è chiamato “mini-cervello” o “cervello nell’intestino”, perché condivide alcune caratteristiche importanti con il SNC quali una comune origine embriologica.

Una conferma dell’importanza di questo asse è l’elevata correlazione tra i sintomi legati allo stress, come ansia e depressione, e i disturbi gastrointestinali tra cui la sindrome dell’intestino irritabile.

In definitiva dagli studi e dalle ricerche è evidente di quanto sia importante che il bambino viva in un ambiente sereno e tranquillo perché lo stress e l’ansia si ripercuotono anche sulla funzionalità gastrointestinale.

A cura di:

Serenella Castronuovo

Pediatra

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